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La Lombardia con la sua notevole estensione, cui
corrisponde una grande variabilità di ambienti naturali
ed antropici, costituisce una regione chiave per lo studio
delle invasioni in Italia. La capillare presenza dell’uomo,
il grande numero di centri urbani di grandi e medie
dimensioni, il notevole sviluppo della rete stradale e
dell’agricoltura corrispondono ad un’elevata potenzialità
per l’espansione sul territorio delle specie invasive.
Esemplare di temolo russo
Allo
stesso tempo, l’esistenza di studi da tempi storici e di osservazioni
costanti a livello di specie offrono la base di
informazioni necessaria per la creazione di attività fi nalizzate
al controllo del fenomeno nei suoi molteplici aspetti
e ad una scala più generale (nazionale e sopranazionale)
delle specie più invadenti.
La redazione di piani d’azione e la defi nizione di effi
caci strategie di monitoraggio e gestione si confi gurano
come passi fondamentali per affrontare un argomento che
non dovrebbe essere limitato alla dimensione accademica.
In quest’ottica, l’organizzazione di incontri e seminari sulla
situazione in ambito nazionale e sulle misure di contenimento
fi nora attuate è di primaria importanza e ha l’obiettivo
di facilitare la discussione tra ricerca scientifi ca, amministrazioni
locali ed enti che si occupano di conservazione
della natura, su una tematica della quale in Italia solo recentemente
si sta acquisendo piena consapevolezza.
A questo link riportiamo il volume con gli atti completi del convegno in oggetto
Galasso G., Chiozzi G., Azuma M., Banfi E., 2008 (eds.) -
Memorie Soc. it. Sci. nat. Museo civ. Stor. nat. Milano, Milano, 36 (1): 1-96.